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La pedagogia immaginale
mira a far ritrovare il legame perduto con la vita del cosmo attraverso
il recupero di un'Imaginatio
vera, una facoltà
conoscitiva che trova espressione nell'opera ostinata e paziente di
alcune grandi voci dell'arte e che consente di riallacciare il visibile
all'invisibile, di trasmutare materiale e spirituale, in una |
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nuova,
duratura
congiunzione.
In situazioni di piccolo gruppo, la pedagogia
immaginale
propone itinerari di esplorazione di vasi archetipici |
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dell'esperienza immaginativa, come gli elementi (terra, aria, acqua,
fuoco) o come i simboli (l'androgino, la croce, il mandala, l'albero),
o come molteplici altre figure dell'immaginario (dei e figure mitiche,
forme della natura, costrutti culturali di valore archetipico),
attraverso immagini di particolare segnatura simbolica, attinte dal
repertorio della creazione artistica, secondo le tappe di una
trasmutazione alchemica.
Per accostarsi alle opere intrise di potenza immaginale
occorre collocarsi in un luogo propizio, in uno spazio riconoscibile
come spazio transizionale, iniziatico, circoscritto. La pratica immaginale
richiede una sospensione delle proprie impressioni soggettive e
reminiscenze biografiche che si traduce in un atto di devozione, di "fedeltà all'immagine"
accompagnato da un deflusso dello sguardo da sé verso
l'opera, da un movimento di riduzione di sé a favore
dell'oggetto contemplato, e dalla rinuncia ad ogni intenzione
giudicante e valutativa.
Date queste precondizioni, il percorso immaginale
si snoda in piccolo gruppo attraverso alcune fasi (visione,
meditazione, circolazione, restituzione) che ripercorrono la sequenza
dell'operatività immaginativa dell'artefice e che sono
regolate da una dinamica di oscillazione tra fluidificazioni e
fissazioni (solve et coagula). |
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La visione
concentrata, prolungata e ripetuta dell'oggetto è una sorta
di opera al nero volta al dissolvimento degli stereotipi e al recupero
di uno sguardo in-fante;
la meditazione
è un lento esercizio di cottura, reimpastamento e fissazione
dell'immagine che si svolge all'interno del soggetto;
la circolazione
coincide con il momento della condivisione, in cui ciascuno offre al
gruppo i rudimenti delle proprie riflessioni, in cui proliferano e
fluiscono liberamente analogie, metafore e associazioni volte a un
approfondimento dell'oggetto tipico dell'operatività al
bianco;
il placarsi del flusso di
interpretazioni e
metaforizzazioni apre la fase della restituzione,
un atto moltiplicativo, nel quale la proliferazione di significati
può limitarsi
a una interpretazione simbolica dell'oggetto contemplato o sfociare in
una vera e propria trasmutazione dello sguardo e quindi della posizione
nei confronti del mondo, re-visionato dalla prospettiva ermetica
dell'opera. |
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